Chi ama padre e madre… figlio o figlia più di me non è degno di me. Ci invita a mettere nel giusto ordine la nostra vita e le relazioni, il Signore, non certo a trascurare i nostri doveri familiari.
Né ci chiede di non provare sentimenti. Gesù sta parlando delle scelte pratiche per seguirlo, non di affetti.
Del resto, quando si rinuncia ad amare e seguire il Signore, è proprio in quel momento che iniziano a dissolversi i rapporti familiari. Di più: cominciano conflitti, ripicche reciproche, disinteresse verso le persone che ci sono affidate.
Mettendo da parte l’amore verso il Signore ci attacchiamo noi stessi e inciampiamo nell’avvertimento di Gesù: chi avrà tenuto per sé la propria vita la perderà.
Sembra paradossale, ma purtroppo la cronaca quotidiana conferma questa coincidenza tra il vivere soltanto per se stessi e l’incapacità di coltivare relazioni sane e capaci di prendersi cura degli altri.
Accogliere con fede e con pazienza l’inevitabile fatica del dono di sé trasforma la propria esistenza in un cammino dietro a Cristo; e le ferite e le fatiche diventano cosa sacra, sacrificium, fonte di vita: chi non prende la propria croce non mi segue e non è degno di me, ci ammonisce il Signore.
E poi, come ci tocca da vicino l’altra istruzione del Signore: chi accoglie voi accoglie me.
Ce lo rivela nel tempo in cui attendiamo il nuovo Arcivescovo Giampaolo. Lo attendiamo però come un apostolo, un inviato dal Signore stesso, non come un dirigente, perché camminiamo insieme dietro a Cristo e verso il futuro della Chiesa e di questo nostro splendido lembo di terra.
Infine, una promessa che richiede una risposta da parte nostra: chi avrà dato da bere un solo bicchiere d’acqua fresca uno di questi piccoli perché è un discepolo, non perderà la sua ricompensa.
Siamo chiamati a collaborare alla vita della Chiesa e dei suoi inviati con i nostri mezzi, in questa giornata mondiale per la Carità del Papa.
il vangelo
«Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà».
(Mt 10,37-42)