È possibile che un potente, dominatore di popoli, forse moralmente corrotto, appartenente ad altre religioni, diventi strumento dell’azione del Dio della Bibbia? Sì, perché si è fatto liberatore di oppressi, sembra suggerirci la Parola di Dio nella prima lettura.
Io l’ho preso per la destra, canta di Ciro re dei Persiani il profeta Isaia, per amore di Israele, mio eletto ti ho chiamato per nome, sebbene tu non mi conosca.
Il Signore Dio si presenta come Colui che sta sopra i potenti di questo mondo e li orienta ad agire a servizio del bene di tutti, come abbiamo pregato all’inizio della celebrazione domenicale.
Gesù va ancora oltre. Gli chiedono se è lecito o no pagare le tasse a Cesare, imperatore pagano dal potere quasi divinizzato, e con le sue truppe occupante la terra di Israele.
Trappola perfetta: difficile rispondere, infatti, senza apparire o ribelle o collaborazionista con il nemico.
Gesù supera questo livello superficiale e ci chiede di chi siamo, qual è il nostro posto nel mondo, verso chi siamo debitori. E lo fa con un gesto semplicissimo che lascia a noi la risposta: di chi è l’immagine e l’iscrizione sulla moneta in questione?
Così facendo il Signore ci invita a riconoscere che esiste un mondo laico che ha leggi proprie, compiti e necessità, aldilà di ogni fondamentalismo religioso o teocrazia.
Ma ci ricorda che anche siamo di Dio, che portiamo in noi stessi la sua immagine e che a Lui dobbiamo rendere conto, a partire da un’azione sociale e politica orientata al bene di tutti, come il Signore Dio chiede.
In questa 100ª Giornata Missionaria Mondiale ci viene inoltre ricordato che essere cristiani non è un insieme di pratiche religiose o di idee, ma è una vita in unione con Cristo (papa Leone).
E che il nostro scopo è rendere visibile l’amore di Cristo e invitare gli altri all’incontro con lui.
Con amore, che è la sostanza della missione.
il vangelo
Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
(Mt 22,15-21)