A che cosa è appesa, per così dire, la mia vita? Da che cosa la faccio dipendere? Forse questa domanda è importante per noi, perché ci consente di unificare la nostra esistenza quotidiana e anche il nostro percorso personale e familiare.
Se non abbiamo un gancio in mezzo al cielo dal quale scaturiscono le varie priorità e azioni, allora probabilmente assomigliamo a un qualsiasi bruco o ad una pianta tra tante, organismi che sono semplicemente uno svolgimento di reazioni biochimiche coordinate.
Forse noi umani siamo di più, siamo diversi. Per questo ci fanno sussultare e riflettere le parole di Gesù: da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti. Ecco il nostro gancio in mezzo al cielo.
Se siamo qui in questa celebrazione oggi è per imparare ad amare Dio il prossimo.
Se spingiamo i nostri figli all’iniziazione cristiana è per insegnare loro ad amare Dio e il prossimo.
Se ci alziamo il mattino, ci prendiamo cura del nostro corpo e della nostra casa è per amare Dio e il prossimo.
Se andiamo al lavoro, riempiamo la vita con il volontariato, è per amare Dio e il prossimo.
Il Signore Gesù ci spinge oltre una vita che è semplicemente funzionamento di un corpo che cerca sensazioni piacevoli oppure successione sempre uguale di giorni.
Egli ci apre ad una relazione di amore con Colui che ci ha chiamati all’esistenza e con chi vive al nostro fianco, il nostro prossimo.
Nell’epoca delle connessioni permanenti e globali, dell’intelligenza artificiale e chissà che cos’altro ancora, il Signore ci propone una relazione d’amore con Dio sopra ogni cosa e con il proprio il prossimo sentito come fratello.
E questo ci consente di essere liberati dagli pseudovalori, idoli li chiama san Paolo, che guidano le masse: comodità, aspetto fisico, troppe volte aggressività, per convertirci all’amore del prossimo e di Dio. Sopra ogni cosa.
il vangelo
Gesù rispose: «”Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
(Mt 22,34-40)