ARCIDIOCESI DI GORIZIA

Inestimabile ricchezza

Che commozione! Nella descrizione della prima comunità cristiana abbiamo l’immagine di un’umanità pacificata, in cui le persone si sentono fratelli e soprattutto si comportano come tali.

Addirittura condividono i beni materiali, primo segno che è finita la paura dell’altro.

Nella vita di questi nostri padri vediamo realizzato da un lato l’amore di Dio, con la preghiera e l’eucaristia, e dall’altro l’amore del prossimo, con la condivisione e la distribuzione dei beni a chi ne ha bisogno.

L’umanità è finalmente salvata! Lo sentiamo il contrasto potente e assordante con ciò che invece accade, e con ciò che si gridano l’un l’altro i potenti di oggi?

In tutta la storia cristiana, e ancora oggi, noi corriamo verso il futuro sulle quattro ruote della vita da risorti: l’ascolto dell’insegnamento degli Apostoli, la comunione del sentire e dei beni, l’eucaristia ogni ottavo giorno, la preghiera quotidiana.

La risurrezione di Gesù Cristo questo provoca: il rinnovamento dell’umanità. Ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, ci annuncia l’apostolo Pietro.

E il battesimo è il modo per entrare in questa novità di vita. Che non è minacciare l’arretramento dell’altro all’età della pietra, come sentiamo dalle labbra di qualche potente, non la vendetta colpo sul colpo, come vediamo nei notiziari. Il Battesimo produce la rigenerazione dell’umanità mediante la risurrezione di Gesù Cristo.

Questa fede non è davvero molto più preziosa dell’oro, che pur è molto quotato in tempi di crisi? Così l’apostolo.

Ecco perché l’apostolo Pietro ci ricorda che la gioia è il distintivo di noi cristiani.

Gioia non soltanto perché il Signore ci ha reso fratelli con il battesimo che ci immerge nella sua morte e risurrezione, ma anche perché ciò che ci aspetta è la risurrezione finale, è la vita per sempre.

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il vangelo

Quelli che erano stati battezzati erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.

(At 2,42-47)