Perché dovremmo gioire, noi che ci troviamo nel deserto spirituale del benessere spinto, fino a cadere vittime dell’acquisto compulsivo di cose inutili che non sappiamo più come smaltire?
Perché dovremmo gioire, noi che vediamo quotidianamente gente sperduta nei deserti infernali delle guerre e delle distruzioni?
Eppure la Chiesa non ha pudore nell’invitarci a gioire. È questo il clima della terza settimana di Avvento.
Il Signore è vicino. È lui che, solo, sa far fiorire il deserto, come Isaia canta nella sua profezia al popolo deportato lontano in Babilonia: si rallegrino il deserto e la terra arida… Ecco il vostro Dio. Egli viene a salvarvi.
Possiamo gioire quando la venuta del Signore è vicina. Possiamo gioire perché il Signore è vicino. In Gesù di Nazareth, Dio è talmente vicino da farsi uno di noi. Nel mistero grande dell’incarnazione, questo noi abbiamo visto e ora celebriamo nella dolce festa del giorno Natale di Nostro Signore Gesù Cristo.
Nelle parole incoraggianti che Gesù affida agli amici di Giovanni Battista, che dal carcere chiedeva conferme e consolazione, vediamo un riflesso delle sue azioni meravigliose: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, ai poveri e annunciato il Vangelo.
Sono questi i deserti che il nostro Dio sta facendo rifiorire: in chi lo accoglie davvero, le mani fiacche nel compiere il bene vengono rinforzate, le gambe vacillanti nel camminare verso la giustizia e la pace vengono rese salde, i cuori smarriti e incapaci di sperare il futuro vengono incoraggiati.
La profezia di Isaia si realizza in Gesù. Ma è necessario accoglierlo, fargli spazio: beato colui che non trova in me motivo di scandalo, ci ammonisce.
Chiediamo il dono della costanza nel tendere all’incontro con Cristo. Chiediamo la grazia di saper offrire coraggio e sostegno a coloro che vacillano nella fede e nei tanti deserti della vita, con i nostri gesti di carità.
____________________________________________________________
il vangelo
Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
(Mt 11,2-11)