Che cosa vuole dirci il Signore Gesù nel Vangelo odierno, nella solennità dei santi martiri Ermacora e Fortunato, nel cuore di questa caldissima estate?
Sentirete di guerre e di rivoluzioni… Si solleverà un’azione contro nazione… Non vi terrorizzate, innanzitutto ci istruisce.
Dichiara qui la fragilità dell’ordine sociale, sia locale con le rivoluzioni, sia internazionale con i conflitti tra popoli.
Gesù ci ricorda anche la fragilità del cosmo: ci saranno segni grandiosi dal cielo. Ma vuole arrivare a preavvisarci dell’ostilità di cui saranno soggetti i suoi amici discepoli: metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, ci rivela.
Come se in tutta la creazione ci fosse una ferita che attraversa sia la natura che la convivenza umana, rendendo faticoso il bene e arduo il raggiungimento della verità.
E poi ci sta dicendo che l’adesione di fede a lui è qualcosa di veramente profondo, tanto che anche gli affetti più cari possono passarci sopra e calpestarla: sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, ci anticipa.
A che varrebbe però tanta fatica se non ci fosse in palio una vincita straordinaria: noi veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale, dichiara l’apostolo Paolo.
Ci spinge il Signore a non accontentarci di sopravvivere, di vivacchiare, puntando semplicemente a soddisfare i vari bisogni che emergono in noi.
Ci sta invitando a lasciar fiorire noi la sua stessa vita: vita di amore reciproco, di coraggio di fronte alle avversità, di ricerca della verità di fronte alle tenebre delle superficialità o delle falsità. È la vita nuova, donataci nel battesimo.
Il coraggioso martirio di Ermacora e Fortunato, benché ancora avvolto in parte nella leggenda, provoca la nostra libertà a deciderci per Cristo senza riserve. Anche se dovessimo essere provati come oro nel crogiuolo.
il vangelo
Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza resta piena d’immortalità. In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé; li ha saggiati come oro nel crogiuolo.
(Sap 3,1-9)