Figlio dell’uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa di Israele. Così il Signore Dio al profeta Ezechiele.
Lo scopo? Che il malvagio desista dalla sua condotta, precisa il Signore. Perché se chi sbaglia si fa del male, Io domanderò conto a te, conclude il nostro Dio.
Come dovremmo sussultare, ciascuno di noi, che con il battesimo e la cresima siamo stati costituiti profeti!
Gli errori dell’altro, allora, non sono più per noi motivo di accusa o, peggio, di critica, ma spinta per agire in vista della redenzione del fratello.
San Pietro Crisologo, vescovo di Ravenna all’inizio del V secolo, così chiedeva ai fedeli: Quando un fratello ti offende è in preda all’ira, è fuori di sé… Chi non lo assiste pazientemente e non lo guarisce con il perdono, a sua volta è privo di senno e malato.
Conflitti ed errori sono inevitabili, come anche offese e mancanze di sensibilità, perché siamo fragili e peccatori. Per questo non ci scandalizziamo davanti al male, ma ci dispiacciamo per chi rende più difficoltosa la convivenza e le relazioni più complicate.
Il Vangelo ci apre una finestra sulla probabile prassi della prima comunità cristiana nella gestione dei conflitti.
Innanzitutto, puntare su una relazione personale e profonda, come tra fratelli, per ammonire al fine di guadagnare nuovamente il fratello.
Se questo non funziona, ecco che vengono chiamati in causa altre una o due persone, che possano aiutare a ragionare e a migliorare il proprio agire.
Ed infine il coinvolgimento di tutta la comunità. Se neppure questo funziona, ecco l’estromissione del fratello peccatore dalla comunità come ultima medicina per l’anima.
Gesù ci assicura: se due di voi si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre gliela concederà.
Quanto preghiamo e agiamo per la riconciliazione degli sposi, dei parenti che si dividono per denaro, dei popoli in guerra fra loro?
il vangelo
Gesù disse ai suoi discepoli «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni».
(Mt 18,15-20)