Alcune sue parole nel giorno dell’insediamento, il 12/07 ad Aquileia e Gorizia:
«Ho salutato la diocesi di Chioggia nella festa dei patroni Felice e Fortunato che sono stati martirizzati ad Aquileia. Loro mi hanno scortato fino ad Aquileia e mi hanno consegnato nelle mani del vescovo Ermacora e del diacono Fortunato che da Aquileia mi hanno accompagnato fino a Gorizia.
Papa Leone ha rivolto queste parole a noi vescovi italiani: «Molti segni ci parlano di stanchezza, di frammentazione, di solitudine. Nelle nostre comunità possiamo talvolta avvertire la fatica di trasmettere la fede, la difficoltà di coinvolgere le nuove generazioni.
Ma Gesù, guardando le folle, non vede un problema da risolvere, vede una messe, vede il campo di Dio: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!» (Lc 10,2).
Seminatore instancabile, Dio esce ogni giorno nel mondo e sparge con generosità nei cuori il desiderio dell’infinito, di una vita piena, di una salvezza che libera.
Sì, grazie a Dio, la messe è molta.
Il nostro primo compito è questo: fare nostro lo sguardo del Signore.
Non lamentarci soltanto dei terreni induriti né soffermarci semplicemente ai dati statistici, ma saper vedere, con gli occhi del Risorto, il raccolto che Dio stesso ci prepara».
Vescovo Giampaolo