O Padre, che ci hai rivelato il mistero della tua vita donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di amore: così preghiamo all’inizio di questa domenica, dedicata alla Santissima Trinità, dedicata a Dio, così come nella storia della salvezza del popolo ebraico e in Gesù ci è stato fatto conoscere.
Ci sono cose preziosissime, infatti, che non potremmo conoscere se non ci venissero rivelate o insegnate.
Pensiamo al nostro cuore: grazie a lui il nostro corpo vive, cresce, si muove e opera. Ma sappiamo che c’è e com’è fatto perché ci è stato insegnato. Altrimenti, oltre al battito che a volte avvertiamo nel silenzio, chi mai ha potuto vedere, prendere in mano, fotografare il proprio cuore? Eppure senza di lui non saremmo.
Così il Signore Dio: pur non avendolo mai visto, e magari non pensando mai a lui né rivolgendoci a lui con fiducia e amore nella preghiera, è Lui che ci consente di restare nell’essere, di godere dell’esistenza e della vita.
Ma ci è stato rivelato il suo nome, cioè la sua realtà più intima e vera.
È Padre, da cui esce la vita ed ogni cosa buona. È Figlio, una cosa sola con il Padre e a immagine del quale siamo stati creati. È Spirito di amore, che come raggio di luce che si irradia dal sole e rende qui presente la vita e l’amore che ci viene dal Padre e dal Figlio.
Proprio come accade con il sole: pur lontano, è presente qui ed ora con i suoi raggi benefici che danno vita al nostro pianeta. Questi è lo Spirito Santo.
Lasciamoci illuminare e riscaldare dalla luce di Dio! Non nascondiamoci, non fuggiamo da lui, perché chi crede in lui non è condannato, ma chi si sottrae alla sua luce al suo calore resta nel gelo del non senso e della morte.
Oggi le nostre case sono piene zeppe di cose e non c’è posto per Dio. Ma Lui è lì, che continua a darci vita, attende che noi cambiamo, che ci lasciamo invadere dalla sua luce e dal suo calore.
Gloria a te, Santa Trinità!
il vangelo
Disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna».
(Gv 3,16-18)