Chissà se il dialogo, difficile!, di Gesù con la donna straniera che chiedeva una grazia per la figlia cattiva in realtà vuole aiutare noi che ascoltiamo a cambiare atteggiamento, per avere gli stessi sentimenti di Cristo, come abbiamo pregato all’inizio della celebrazione.
Tre i passaggi, che sembrano davvero rappresentarci quando entriamo in contatto con le richieste di culture o persone tanto diverse da noi.
Egli non le rivolse neppure la parola, inizia l’evangelista. È l’indifferenza verso l’altro o, meglio, la rimozione della sua presenza, come in questo caso assai ingombrante: la donna straniera infatti si mise a gridare, annota il Vangelo.
Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa di Israele, il secondo atteggiamento presentato.
Quasi a dire: i nostri beni, soprattutto quelli spirituali, sono destinati soltanto a quelli come noi, con la stessa lingua, abitudini e colore della pelle; e già noi abbiamo i nostri problemi da risolvere, sembrano suggerire le parole del Signore, che ci aiuta a portare alla luce ciò che ci abita nel cuore.
Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini, l’ultima barriera che ci separa dalla fraternità. Sembra riecheggiare il prima i nostri che tante volte udiamo nei discorsi pubblici, dove forse alligna, e neppure tanto in lontananza, una classifica implicita di valore delle persone e delle culture.
Eppure già il profeta Isaia aveva cantato il desiderio di Dio: la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli, preannunciando quella fraternità universale che Cristo, con la sua parola, morte e risurrezione, ha inaugurato: hai abbattuto l’inimicizia tra le creature e degli uomini hai fatto un popolo solo, abbiamo pregato ancora all’inizio della celebrazione.
Anche il rapporto con Israele, così difficile se non ostile, l’apostolo Paolo lo rilegge con gli occhi della fede e con un parallelo ardito: se il loro rifiuto di Cristo ha provocato, per così dire, la conversione dei pagani, che cosa non provocherà la loro conversione al Signore Gesù?
Chiediamo anche noi di avere gli stessi sentimenti di Cristo.
il vangelo
Egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
(Mt 15,21-28)