Celebriamo nella IV domenica di Pasqua, “domenica del buon Pastore”, la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. È un’occasione per condividere alcune riflessioni sulla dimensione interiore della vocazione, intesa come scoperta del dono gratuito di Dio che sboccia nel profondo del cuore di ciascuno di noi.
Nel Vangelo di Giovanni, Gesù si definisce letteralmente il «pastore bello» ( Gv 10,11): un pastore autentico, esemplare, pronto a dare la vita per le sue pecore, manifestando così l’amore di Dio. È il Pastore che affascina: chi lo guarda scopre che la vita è davvero bella se lo si segue.
Solo chi si ferma, ascolta, prega e accoglie il suo sguardo può dire con fiducia: “Mi fido, con Lui la vita può essere davvero bella, voglio percorrere la via di questa bellezza”. E diventando suoi discepoli, si diventa a propria volta “belli”: la sua bellezza ci trasfigura.
Tale relazione si edifica nella preghiera e nel silenzio. La cura dell’interiorità: è da qui che è urgente ripartire nell’impegno dell’evangelizzazione.
«Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso, la Verità abita nell’uomo interiore». Sant’Agostino ci ricorda quanto sia importante imparare a fermarsi, costruire spazi di silenzio interiore per poter ascoltare la voce di Gesù Cristo. In questo spirito, invito tutti a impegnarsi sempre di più nel creare contesti favorevoli affinché questo dono possa essere accolto, nutrito, custodito e accompagnato per portare abbondante frutto. (papa Leone)