ARCIDIOCESI DI GORIZIA

«Come stranieri…»

Qual è la nostra casa, il luogo da cui partiamo per affrontare la giornata e la vita? Qual è la nostra patria, il luogo cioè dove ci sentiamo sicuri, dove partono le nostre domande, i progetti, i sogni?

Ci lasciano infatti pensosi le parole dell’apostolo Pietro: comportatevi con timore di Dio (cioè con rispetto e delicatezza) nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri.

Come? Non è questa terra la nostra casa? Non siamo forse immersi anche noi nella ricerca e utilizzo dell’argento e oro, cioè dei beni che ci servono per vivere, per arricchire, per mettere da parte per il futuro?

No, ci rivela l’apostolo. Dopo che Cristo è risorto, noi siamo come stranieri in questa vita. Facciamo sì con rispetto le cose che ci spettano, ma sappiamo che la nostra patria, la nostra casa è altrove: è nella vita per sempre, con Cristo, in Dio.

A questo ci porta il battesimo, immersione nel sangue prezioso di Cristo che ci libera da una condotta vuota, che insegue cioè cose effimere e che tra poco non ci saranno più, insiste l’apostolo Pietro.

Ecco allora la nostra casa, da cui parte lo sguardo sulla vita intera: la vostra fede e la vostra speranza sono rivolte a Dio. Così l’apostolo.

Lo hanno finalmente ben compreso i due di Emmaus di cui ci racconta il Vangelo odierno. Quel noi speravamo che Gesù fosse colui che ci avrebbe liberato risuona e rimbomba dentro il nostro cuore.

Se la nostra casa è questo mondo e basta, allora le nostre speranze resteranno deluse, perché il signore Gesù non ha aggiustato tutti i problemi e le conflittualità a cui dobbiamo assistere.

Ma se Cristo risorto allarga a dismisura il nostro orizzonte e la nostra speranza, la nostra casa è in Dio e nella vita per sempre.

Allora oggi siamo soltanto in cammino, con rispetto e delicatezza.

Ci nutriamo della Parola di Cristo per trovare senso e del suo Corpo nel pane spezzato dell’eucarestia per avere forza di affrontare la vita.

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il vangelo

Comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri. Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo.

(1 Pt 1,17-21)