Stride e ci lascia sconcertati l’immagine di Gesù che entra solennemente nella Città santa, la Città di Pace, Gerusalemme, a cavallo di un asinello.
Stride con la realtà, perché nella città vi entravano gli eserciti con i cavalli bardati e spade e lance e scudi.
Oggi gli eserciti di ogni paese entrano nelle città con mezzi blindati, missili, bombe e carri armati. Questa è la cronaca di allora e di oggi.
Lascia Allora sconcertati la scelta del Signore di cavalcare un animale giovane, simbolo di obbedienza e di mansuetudine, capace di portare i pesi altrui.
Davvero con la mitezza si porta salvezza a questo mondo inferocito e sempre più contrapposto? Osanna, salvaci!, griderà infatti la folla al passaggio di Gesù.
Gesù non era soltanto un grande uomo, un predicatore frequentato dalle folle. Dentro di sé porta la vita stessa di Dio e ciò che lui compie ha la capacità di permanere, di restare fermo e vero.
Il Signore Gesù con la sua passione, morte risurrezione ha immesso nella vita dell’umanità una corrente contraria al fiume della violenza, dei tradimenti, delle cattiverie con cui gli esseri umani si trattano reciprocamente.
Una corrente contraria che chiede anche alla coscienza contemporanea da che parte vogliamo stare: se lasciarci andare alla deriva dell’indifferenza o della violenza, addirittura politicamente istituzionalizzata e giustificata, oppure risalire con fatica la china del vivere da figli di Dio e fratelli di Cristo e tra di noi.
La corrente contraria che Cristo ha attivato, e che ancora oggi alimenta con la sua Parola e con i suoi sacramenti, ci è mostrata anche dal Servo di Dio, che porterà salvezza al popolo facendosi carico della sofferenza altrui.
Nel cantico di oggi, proclamato nella prima lettura, ci colpisce l’obbedienza attenta di questo servitore di Dio, che ascolta con profondità e mette in pratica la Parola che viene dal Signore.
Questo servirà per incoraggiare e sostenere gli sfiduciati. E di questa parola ne abbiamo davvero bisogno.
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il vangelo
I discepoli condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli e Gesù vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: “Osanna al figlio di Davide!”.
(Mt 26,14-27,66)