ARCIDIOCESI DI GORIZIA

La luce del mondo

Gesù passando vede il cieco. Noi invece tante volte pensiamo che il Signore non veda le nostre fatiche e disgrazie; ma Lui si accorge di ogni cosa.

Il cieco non si lamenta, non va a cercarle Gesù, ma è Gesù che lo cerca, anche una seconda volta. Il Signore cerca anche noi e vuole farci incontrare con lui.

Poi Gesù compie un gesto concreto, apparentemente banale, con la polvere della terra e la saliva: non servono grandi cose per far agire la nostra fede. In realtà il Signore ripete il gesto della creazione dell’uomo, dal fango della terra: lo crea nuovamente e capace di vedere.

E quell’uomo risponde con la fiducia: non sa ancora chi gli ha spalmato il fango, qualcuno soltanto gli ha detto: vai a lavarti a Siloe, e lui ha avuto fiducia. Siloe significa “inviato” e il cieco sarà inviato a testimoniare Gesù.

Pur uomo illetterato, con la sua nuova esperienza è capace di mettere a tacere i grandi che credevano di sapere le cose.

Noi abbiamo questa forza interiore per testimoniare davanti a chi ci mette nel dubbio? O abbiamo ancora gli occhi chiusi? Assomigliamo ai genitori del cieco  nato, quando non abbiamo coraggio di prendere posizione davanti ad altri che non credono.

Colpisce come i farisei vogliono seguire in tutto la legge e, come dice il proverbio, non riescono a slegare il bue neppure per dargli da bere. Sembrano più ciechi quelli che seguono pedisse­quamente una legge e non pensano ai bisogni delle persone. La cecità forse è essere convinti di sapere già tutto.

È un Vangelo, questo, ricco di metafore.

Ci presenta un cieco che recupera la vista, ma in realtà gode di una guarigione dell’anima: infatti riconosce in Gesù la presenza divina.

Ci ricorda inoltre il battesimo: eravamo ciechi per il peccato e poi siamo stati lavati nell’acqua dell’Inviato, lo Spirito Santo, e in Cristo abbiamo avuto la luce.

(Comunità di Strassoldo)

il vangelo

Detto questo, Gesù sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

(Gv 9,1-41)