Chissà se tutti noi cristiani abbiamo ben chiara e luminosa la consapevolezza che l’Epifania canta la pienezza dei tempi: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo. Così l’apostolo Paolo.
Di quella luce straordinaria che splende su Gerusalemme, cioè sul popolo di Dio, e intravista dal profeta Isaia, abbiamo un che cosa, un contenuto: è la comunione tra i popoli, è la loro fraternità, è la pace finalmente universale, in cui la diversità dell’altro è motivo di gioia e di arricchimento e non di paura: dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.
Di quella luce meravigliosa abbiamo anche un dove: in Cristo Gesù, rivela l’apostolo Paolo. È il Signore Gesù il luogo, per così dire, in cui si possono incontrare da un lato le persone religiose, i credenti nel Dio della Bibbia e nel Dio del proprio cuore, e i Cercatori inconsapevoli di Dio, di ogni luogo e di ogni tempo, che avvertono in sé un anelito alla conoscenza dell’oltre, dell’ulteriore, dell’assoluto, anelito che davvero in Gesù Cristo potrà trovare piena risposta.
Come non sentirci interpellati dalle persone dei Magi, figure di scrutatori del cielo, dal peso simbolico infinitamente più grande rispetto alla loro inquadratura storica?
Davvero vogliamo offrire ai nostri figli un mondo soltanto pratico, da conoscere per poterlo usare e basta, senza leggere in esso il rimando a Colui che vi sta all’origine?
Davvero vogliamo convincere i nostri piccoli che sono un semplice insieme di organi, intercambiabili in caso di guasto, dei piccoli Frankenstein guidati dal mercato, senza un’anima, senza uno spirito unico e irripetibile, creato da Dio e fatto per l’incontro con Lui?
La luce che splende sul popolo di Dio vede anche molte tenebre d’intorno, come la triste figura evangelica di Erode ci testimonia.
Ma noi sappiamo da che parte stare.
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il vangelo
Alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme.
(Mt 2,1-12)