Che interessante e provocante contrapposizione tra i due personaggi proposti oggi dalla liturgia della parola! Un re, Acaz, e uno sconosciuto, ma grandissimo, Giuseppe.
Entrambi si trovano in una situazione difficile, in crisi, diremmo in termini moderni, cioè in una condizione che richiede una decisione, una scelta di campo. E qui le loro storie divergono radicalmente.
Il re Acaz è attaccato da tre rissosi paesi confinanti e si trova in seria difficoltà con tutto il suo popolo. Il Signore però, attraverso le parole ispirate del profeta Isaia, gli promette la sicurezza e gli garantisce la salvezza del suo regno.
Ma Acaz non vuole credere al Signore. Appartiene alla sua religione, la pratica anche, ma il cuore e la vita quotidiana seguono i criteri della forza, della paura, delle alleanze con il più forte. E si volgerà alla superpotenza di allora, l’Assiria, per chiedere aiuto. Dio è assente dal cuore e dalla vita di Acaz.
Come ci assomiglia, a volte il re Acaz! Il profeta lo scongiura: chiedi al Signore un segno, cioè domanda a lui che cosa fare. Ma il re non vuole agire secondo la Parola di Dio, ma seguire le proprie paure e i propri progetti. E la rovina arriverà dall’irrefrenabile senza scrupoli Assiria.
Giuseppe invece è diverso e agisce in un altro modo. La sua è una piccola storia familiare di paese, anche se velata di mistero. La sua fidanzata attende una creatura, ma questa non viene dal promesso sposo. Chi non si ribellerebbe, chi non si appellerebbe alla legge che sancisce con violenta durezza il tradimento?
Ma Giuseppe ascolta la voce di Dio, si fida del Signore che gli rivela la natura straordinaria di quel bambino e della sua missione.
Di più: Giuseppe accetta di farlo suo, dandogli il nome Gesù – Dio salva. Dio è presente nel suo cuore nella sua vita.
Grazie a lui, Giuseppe, Dio sarà presente nella nostra umanità.
E noi, a chi vogliamo assomigliare: ad Acaz o a Giuseppe?
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il vangelo
Gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
(Mt 1,18-24)