Custodire voci e volti umani è il tema scelto da Papa Leone XIV.
“Negli ecosistemi comunicativi odierni, la tecnologia influenza le interazioni in modo mai conosciuto prima. Algoritmi selezionano i contenuti di notizie, l’intelligenza artificiale redige interi testi e conversazioni.
“Il genere umano ha oggi possibilità impensabili solo pochi anni fa. Ma sebbene questi strumenti offrano efficienza e ampia portata, non possono sostituire le capacità unicamente umane di empatia, etica e responsabilità morale.
La comunicazione pubblica richiede giudizio umano, non solo schemi di dati, e la sfida è garantire che sia l’umanità a restare l’agente guida. Il futuro della comunicazione deve assicurare che le macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita umana, e non forze che erodono la voce umana.
Abbiamo grandi opportunità. Allo stesso tempo i rischi sono reali. L’intelligenza artificiale può generare contenuti accattivanti ma fuorvianti, manipolatori e dannosi, replicare pregiudizi e stereotipi presenti nei dati di addestramento, e amplificare la disinformazione simulando voci e volti umani. Può anche invadere la privacy e l’intimità delle persone senza il loro consenso.
C’è l’urgenza di introdurre nei sistemi educativi l’alfabetizzazione mediatica. Come cattolici possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo, affinché le persone, soprattutto i giovani, acquisiscano la capacità di pensiero critico e crescano nella libertà dello spirito.